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Biologico, Biodinamico & Naturale!

L'Agricoltura Biologica si basa su pratiche tradizionali, prediligendo le pratiche preventive e coltivazione di specie locali resistenti alle malattie, per tutelare la naturale fertilità del terreno e ricorrendo a rotazioni e successioni colturali ampie ed estensive che prevedano sempre la coltivazione di leguminose e uso di pratiche come sovesci. 
L'agricoltura biologica vieta rigorosamente l'impiego di concimi minerali, gli antiparassitari sistemici e tutti i diserbanti e geo disinfestanti di sintesi chimica e predilige interventi (solo in caso di necessità) con concimi organici naturali come zolfo, rame, oli ed estratti vegetali, e tecniche di lotta biologica (insetti antagonisti, confusione sessuale).

 

Con il metodo Biodinamico, l'agricoltura è in sintonia con la natura, con la terra e con gli uomini. Il profondo legame con la natura e il completo rispetto dei suoi ritmi portano, con l'agricoltura biodinamica, ad abolire l'utilizzo di fertilizzanti minerali sintetici e di pesticidi chimici, e a gestire il terreno seguendo i cicli cosmici lunari. Gli agricoltori biodinamici utilizzano le proprie conoscenze sul piano pratico, scegliendo il momento per seminare e per piantare, per utilizzare varie tecniche di coltura ed effettuare il raccolto in base alle forze cosmiche attive in quel momento. 
La concimazione, la coltivazione e l'allevamento sono attuati con modalità che rispettano e promuovono la fertilità e la vitalità del terreno attraverso la cura del suo fattore fondamentale l'Humus. Quindi rendendo vitale la terra ed aumentandone l'attività biologica, le piante crescono in modo naturale, nutrite dall'ecosistema del suolo. 
La base ideale per creare un'unità biodinamica è l'azienda con un allevamento di bestiame, dal momento che gli animali costituiscono un elemento importante di questo organismo, fornendo prezioso fertilizzante, da usare dopo il compostaggio per incrementare la vitalità del terreno. Infatti secondo il metodo biodinamico, la fertilità e la vitalità del terreno devono essere ottenute con mezzi naturali: compost prodotto da concime solido da cortile, materiale vegetale come fertilizzante, rotazioni colturali, lotta antiparassitaria meccanica e pesticidi a base di sostanze minerali e vegetali.

 

Per Vino Naturale si intende quel prodotto realizzato nella maniera più naturale possibile, anche se al momento non esiste alcuna legislazione o un anime consenso sulla esatta definizione di "vino naturale". Principalmente in vigna si fa uso di prodotti di derivazione naturale a residuo zero, come ad esempio estratti vegetali, alghe propoli, funghi o microrganismi antagonisti che permettano di ridurre l'uso di prodotti a base di rame e zolfo, con l'obiettivo di eliminarli completamente in condizioni favorevoli; l'uso razionale dell'acqua, con un'irrigazione mirata a ridurre il più possibile gli sprechi; vendemmia rigorosamente manuale. In cantina la fermentazione avviene in maniera spontanea con lieviti indigeni che si trovano sulle stese uve o negli ambienti di vinificazione; l'unico additivo utilizzato resta l'anidride solforosa che può essere utilizzata per un massimo di 30 mg/l per i vini rossi e 50 mg/l per i vini bianchi. Non è ammessa nessuna filtrazione con attrezzature aventi pori inferiori a 5 micron per i vini bianchi e rosati e 10 micron per i vini rossi.
Risulta quindi vietata anche ogni pratica che possa risultare invasiva atte ad alterare le caratteristiche intrinseche del vino e a modificarne i processi di vinificazione.